Export padovano in crescita dell’1,6%

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Export in crescita dell’1,6%, boom degli Stati Uniti. Cala ancora la Germania, Francia primo mercato

I dati del report dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Padova fotografano l’andamento dei flussi commerciali nel 2025. Il Presidente Santocono: «Imprese resilienti, ma l’aumento dell’import rappresenta un segnale di attenzion

Un valore complessivo dell’ export di 13,5 miliardi di euro con un aumento dell’ 1,6% rispetto al 2024, mentre l’ import a quota 10,1 miliardi ha segnato un +7,6% : è quanto emerge dal report redatto dall’ Ufficio studi della Camera di Commercio di Padova, su elaborazione dei dati Istat, relativo all’import/export nel Padovano nel 2025. La bilancia commerciale, pur rimanendo positiva per circa 3,4 miliardi di euro, si è contratta del 13% su base annua. L’indicatore relativo alla variazione delle esportazioni risulta comunque migliore rispetto al dato regionale: a livello Veneto l’export ha infatti segnato una contrazione dello 0,9%. Sempre per quanto riguarda l’export, si conferma l’avvenuto superamento del mercato francese sulla Germania, alle prese con una difficile congiuntura economica e scalzata nel corso del 2025 dal primo gradino del podio: se gli scambi con Parigi hanno segnato un +0,9% – per un totale di 1,7 miliardi di euro – l’export verso Berlino ha registrato un -7,9% scendendo al di sotto dei 1,6 miliardi di euro. Dove il mercato tedesco continua a tenere il predominio è invece nell’import: nel corso del 2025 Padova ha acquistato prodotti per oltre 2,3 miliardi di euro, in crescita del 9,3% rispetto all’anno precedente, valore persino più alto di quello della Cina (+6,5%), che comunque si conferma il secondo fornitore con 1,2 miliardi di euro.

Tornando all’export, un dato sorprendente per i non addetti ai lavori – ma in parte atteso dagli osservatori – è il balzo degli Stati Uniti, terzo mercato per quanto riguarda l’export con un valore complessivo di 1,4 miliardi, con una crescita record del 10,6%. Più che un aumento strutturale della domanda, si tratterebbe del cosiddetto front-loading, ovvero la tendenza degli importatori americani a “fare scorta” prima dell’entrata in vigore dei dazi. Se tale lettura fosse corretta, già a partire dai prossimi trimestri dovremmo assistere a una tendenza opposta, con una successiva normalizzazione dei flussi verso la fine dell’anno. La crescita dell’export verso gli Usa risulta peraltro in linea con il dato positivo registrato a livello nazionale, mentre a livello regionale si rileva un segno meno (-6,5%).

Sul piano settoriale, la maggior parte dell’export resta legato alla manifattura (13 miliardi di euro, il 96,7%), con una quota decisamente più marginale per l’agricoltura (234 milioni, l’1,7%) e la rimanenza legata ai servizi. Nell’aggregato industriale, a occupare un ruolo di primo piano è la categoria macchinari e apparecchi vari, segmento che ha totalizzato 4,1 miliardi di euro (il 31,8% del totale). A seguire troviamo i prodotti manifatturieri generali con 1,8 miliardi di euro (13,7%) e i prodotti in metallo con 1,3 miliardi (10,5%). Il comparto tessile e della moda si colloca al quarto posto, con 1,3 miliardi (9,7%). Rispetto al 2024, proprio il tessile si configura come il terzo settore con la variazione annua più importante (+7,1%), recuperando il crollo osservato l’anno scorso. A fare meglio sono stati solo gli apparecchi elettrici (+7,7%, 947 milioni di euro in totale) e il comparto bevande e alimenti (+10,6%, 736 milioni di euro).

Gettando uno sguardo all’area del Medio Oriente interessata dal conflitto Stati Uniti-Iran, si conferma che i flussi commerciali dal Padovano sono limitati a 642 milioni di euro – il 2,4% del totale – con circa 270 milioni assorbiti dalla sola Turchia, nazione al momento meno esposta alle ostilità anche se lambita dal conflitto. «Se la frenata dell’export verso quest’area può rappresentare comunque un problema, le preoccupazioni maggiori riguardano ovviamente l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, che sta già impattando su tutti i settori», precisa Antonio Santocono, Presidente della Camera di Commercio di Padova.

I dati relativi al 2025 «evidenziano ancora una volta – continua Santocono – come le imprese del nostro territorio, in uno scenario internazionale volatile, abbiano mostrato importanti segni di resilienza, tenuta che si conferma anche in queste settimane difficili e che come Camera di Commercio cerchiamo di sostenere con strumenti e progetti per accompagnare le aziende a leggere i cambiamenti in atto e mettere in campo le strategie per affrontare l’incertezza».

Secondo il Presidente inoltre «particolare attenzione va rivolta anche all’andamento delle importazioni: se l’aumento registrato non rappresenta automaticamente un segnale negativo, la fragilità del mercato interno e le difficoltà nel rilanciare la produzione industriale potrebbero farne un possibile indicatore di squilibrio».

 

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La Redazione

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