Da una piccola linotipia di Trebaseleghe a uno dei principali operatori europei della stampa editoriale. Grafica Veneta celebra quarant’anni di attività e racconta un percorso fatto di investimenti, grandi tirature, innovazione tecnologica e una forte proiezione internazionale. Il presidente Fabio Franceschi ripercorre le tappe di questa evoluzione e guarda alle trasformazioni future del mondo del libro
Nel corso di quarant’anni l’azienda è diventata uno dei principali operatori europei nella stampa editoriale di libri, collaborando stabilmente con i maggiori editori italiani, statunitensi e francesi nei segmenti Trade ed Education.
Oggi Grafica Veneta supera i 250 milioni di copie prodotte ogni anno, conta una comunità di oltre 700 persone tra Italia e Stati Uniti e ha consolidato una presenza internazionale che vede il mercato statunitense rappresentare il 67% del fatturato. Un percorso celebrato con il progetto editoriale “Le radici profonde non gelano: la storia della stamperia veneta”, libro e podcast curati da Marco Cappelli, che raccontano l’evoluzione della tradizione tipografica del territorio e il ruolo della cultura del libro.
Grafica Veneta ha da poco superato i quarant’anni di attività. Come è iniziata questa avventura?

«Grafica Veneta nasce nel 1985 come una piccola linotipia a Trebaseleghe, una realtà fortemente legata al territorio e dedicata in prevalenza alle stampe per la pubblica amministrazione. Il primo libro stampato è stato Donna Lakota di Mary Crow-Dog, un volume realizzato a un prezzo irrisorio che ha segnato simbolicamente l’ingresso nel mondo editoriale. Nel 2002, dopo la scomparsa dei fondatori, l’azienda viene interamente rilevata da Fabio Franceschi che inizia una trasformazione profonda: da piccola impresa artigianale a realtà dinamica e innovativa nel mondo dei libri, grazie a investimenti continui in tecnologia, personale e visione internazionale».
In un’epoca dominata dal digitale, perché continuate a puntare sul libro stampato?
«Per noi il libro non è solo un prodotto industriale. È cultura, emozione e libertà di pensiero. Ogni pagina stampata rappresenta un nuovo inizio condiviso. Anche nell’era digitale, il libro continua ad avere un ruolo centrale dal punto di vista culturale ed emotivo. È per questo che guardiamo ai prossimi anni con la stessa curiosità degli inizi, pronti a crescere ancora e a meravigliarci insieme agli editori e ai lettori».
Negli ultimi anni avete investito in modo significativo negli Stati Uniti. Quanto ha pesato la logistica e quanto la vicinanza agli editori?
«L’espansione negli Stati Uniti si è consolidata con l’acquisizione di Lake Book Manufacturing nel 2021 e di P.A. Hutchison Company nel 2024, due storiche stamperie americane con una lunga tradizione nel mercato editoriale. Oggi il mercato statunitense rappresenta il 67% del fatturato del gruppo. La scelta è stata guidata soprattutto dalla vicinanza ai grandi editori internazionali e dalla necessità di essere presenti direttamente sul mercato di riferimento, più che da una logica legata ai costi logistici».
Perché i grandi editori internazionali affidano a Grafica Veneta la stampa dei loro bestseller?
«È una combinazione di fattori. Negli anni abbiamo dimostrato qualità produttiva, affidabilità industriale e capacità di gestire grandi volumi. Abbiamo stampato 6 milioni di copie della saga di Harry Potter dal 2014, 1,5 milioni di copie di Io uccido di Giorgio Faletti, con picchi produttivi di 60mila copie a settimana, e quasi 4 milioni di copie della serie A Court of Thorns and Roses dal 2024. Accanto alle grandi tirature, la capacità di lavorare in tempo reale è un altro elemento distintivo: la divisione H24 ha permesso di realizzare instant book simbolici come il volume dedicato a Barack Obama per il New York Times, il libro-testamento di Nelson Mandela, stampato e consegnato in poche ore dopo la sua scomparsa, e la biografia di Michael Jackson, prodotta a tempo di record subito dopo i funerali. Tutto questo costruisce nel tempo un rapporto di fiducia solido con gli editori».
La tecnologia è diventata una leva centrale anche nella stampa. Su cosa state investendo?
«L’innovazione è parte integrante del nostro percorso. Gli investimenti in nuove linee produttive, qualità ed energie rinnovabili hanno trasformato il sito di Trebaseleghe in un polo ad alta efficienza ambientale, con oltre 100mila metri quadrati di impianto fotovoltaico e un processo produttivo certificato Carbon Neutral. La spinta verso il solare e la trasformazione digitale, con progetti dedicati all’intelligenza artificiale, sostengono una strategia industriale di lungo periodo orientata a qualità, tempi ridotti e capacità produttiva elevata».
Guardando al futuro, quale trasformazione attende il mondo della stampa editoriale?
«La vera trasformazione riguarda la capacità di far convivere tradizione e innovazione. Grafica Veneta è un’azienda giovane nella visione ma custode di una storia tipografica che affonda le radici nei grandi maestri italiani come Aldo Manuzio e Giovanni Antonio Remondini. Continueremo a crescere unendo eccellenza produttiva, sostenibilità e innovazione tecnologica, perché ogni pagina stampata è, ancora una volta, un nuovo inizio condiviso».




