Affitti brevi e canoni record: Venezia sotto pressione

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Affitti in aumento del 15%, record contratti transitori: subito un piano casa per Venezia, chi lavora nel nostro territorio deve poterci vivere

In relazione al dibattito di questi giorni e alle audizioni in consiglio comunale, come CGIL ci sembra necessario fare emergere alcuni dati indispensabili per affrontare una discussione seria sul tema della casa, che in parte coinvolge anche quello delle locazioni turistiche.

I dati del mercato degli affitti : I dati forniti dall’Agenzia delle Entrate sui contratti di affitto dei capoluoghi di provincia del 2024, dichiara Daniele Giordano, Segretario generale CGIL Venezia, ci forniscono un quadro complessivo della situazione veneziana. Risulta subito evidente l’elevata liquidità di un contesto in cui più della metà dei contratti prevedono durate inferiori ai tre anni, situazione record nella regione, anche davanti a una città prettamente universitaria come Padova.

A Venezia, le forme più utilizzate di affitto sono quelle a canone libero, e in particolare il canone libero di durata breve (transitorio) rappresenta il 43% del totale. Particolarmente critica è la situazione dei contratti a canone concordato, che pur prevedendo agevolazioni fiscali per locatore e locatario, rappresentano solo il 20% del totale dei contratti.

Il peso dei contratti transitori sale se guardiamo agli affitti di carattere prettamente residenziale, dunque escludendo gli affitti per studenti e considerando solamente gli alloggi interi. I capoluoghi di provincia restituiscono realtà molto differenti tra loro, in cui ancora una volta Venezia risulta vicina a Padova, ma con il segmento di mercato transitorio che erode spazio al mercato libero (4+4). Il risultato è il record negativo di affitti a canone calmierato (3+2), che sono la metà rispetto a Treviso, Belluno, Verona e Rovigo.

Dal confronto storico, su Venezia, emerge una situazione in cui i contratti transitori tra il 2018 e il 2024 restano costanti, mentre i contratti agevolati per studenti (più vantaggiosi in termini fiscali rispetto al mercato libero degli affitti) arrivano a raddoppiarsi. La variazione più significativa, però, è l’aumento dei contratti di affitto per porzioni di alloggio. Aumentano in tutti i segmenti di mercato, arrivando quasi a triplicarsi nei contratti per studenti e a raddoppiarsi nei contratti transitori.

Il prezzo medio di un affitto a Venezia è di 967€, per un alloggio mediamente di 87 metri quadrati. Si tratta di una differenza di 240€ al mese rispetto agli altri capoluoghi del Veneto, una differenza che non viene in nessun modo compensata dai salari che nel veneziano sono più bassi della gran parte della regione. Inoltre, il contratto di affitto transitorio che viene utilizzato in più di 4 casi su 10 prevede un canone medio mensile di 1150€.

In 6 anni, il nostro territorio ha visto un aumento medio degli affitti di 132€, quasi il 16%. Un dato in linea con quello rilevato dalle principali piattaforme immobiliari online. Ad aumentare di più, sono proprio i contratti più utilizzati: agevolato studenti e transitorio. È chiaro – prosegue Giordano – che la situazione sia insostenibile per lavoratori e pensionati, il cui reddito è fermo da anni e che hanno già dovuto affrontare un aumento notevole del costo della vita.

Il numero degli Airbnb nel comune di Venezia, fonte: Insideairbnb, è simile a quello dei contratti registrati nell’intero 2024. Una cifra confrontabile con l’intera provincia di Trento e con città molto più grandi di Venezia come Napoli. È inevitabile che gli affitti brevi comportino una pressione insostenibile sul territorio, non riguardando più solo Venezia ma anche la Terraferma e il territorio extra-comunale. Rendite che mediamente vanno dai 2000€ ai 3000€ al mese risultano fin troppo appetibili per chi su questa fragilità vuole speculare, come evidenzia la sproporzione tra alloggi gestiti “direttamente” e quelli affidati ad agenzie.

Contro l’emergenza un piano per Venezia : Risulta evidente, conclude Giordano, che Venezia stia vivendo una vera emergenza casa. Le cause sono senz’altro molteplici e richiedono per questo interventi su più fronti. Alla proliferazione degli affitti brevi si affianca l’assenza di politiche per la casa, come testimonia lo stato dell’edilizia residenziale pubblica del nostro territorio. Progetti bandiera come “Venezia città campus” restano nella carta o risultano inefficaci nel garantire un mercato equo e sostenibile a studentesse e studenti che scelgono di vivere nella Terraferma o nella città d’acqua. Per molte lavoratrici e lavoratori a questo si somma la difficoltà di garantire la possibilità di pagare affitti che sfiorano i mille euro al mese, generando di conseguenza un’espansione del mercato degli affitti transitori.

Oggi chi lavora nel nostro territorio può difficilmente permettersi di viverci. Oramai abbiamo superato la dinamica delle città dormitorio, costringendo migliaia di lavoratrici e lavoratori, che non possono accedere a un mutuo, a vivere in alloggi sovraffollati, a prezzi sproporzionati e a volte molto distanti dai luoghi di lavoro. La precarietà che già informa il mercato del lavoro ha il suo corrispettivo nel costante aumento della precarietà abitativa e nel crescente numero di sfratti.

Come CGIL crediamo serva intervenire subito con azioni concrete:

  • La creazione di un’agenzia per la casa in grado di gestire e coordinare il patrimonio pubblico: Comune, Ater, Enti pubblici (IPAV, ULSS3). Valorizzare le risorse disponibili per dare una prima risposta.
  • Un nuovo piano di edilizia residenziale pubblica e vero social housing per aumentare la disponibilità di alloggi ed evitare che il mercato degli affitti si trasformi in una bolla senza fine.
  • Regolamentare le affittanze turistiche, perché il business della rendita non può essere fiscalmente vantaggioso rispetto ai redditi da lavoro.
  • Istituire un fondo comunale per coloro che si trovano in una situazione di morosità involontaria, evitando sfratti non necessari e creando una garanzia per chi decide di affittare ai residenti con il canone concordato.

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La Redazione

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