Economia circolare come strategia

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Università di Verona: economia circolare come strategia. Il salto culturale delle imprese venete

Dalla ricerca scientifica alle decisioni manageriali, il Loop Research Center dell’Università di Verona accompagna le imprese nella transizione verso modelli di economia circolare e sostenibilità.

 In questa intervista, il Direttore scientifico Ivan Russo analizza sfide, opportunità e competenze chiave per trasformare la sostenibilità in un reale vantaggio competitivo.

Professor Russo, il Loop Research Center nasce con l’obiettivo di rendere operativi i principi dell’economia circolare e della sostenibilità nel management. Dal suo punto di vista, qual è oggi il principale salto culturale che le imprese devono compiere per trasformare questi temi in leve strategiche reali?

«Il principale salto culturale è un cambio di prospettiva: comprendere che economia circolare e sostenibilità non sono un vincolo, ma una risposta diretta all’evoluzione delle esigenze dei clienti e della società.

Modificare il sistema produttivo e distributivo, così come la gestione delle risorse, significa oggi allinearsi a un mercato che richiede maggiore trasparenza, responsabilità e coerenza nei processi. I consumatori valutano sempre più il percorso del prodotto, dalla materia prima alla trasformazione, dalla commercializzazione fino al suo recupero.

Il passaggio decisivo è integrare questi principi nelle strategie e nelle decisioni manageriali, superando una logica di breve periodo e riconoscendo il valore di una vera transizione verso l’economia circolare come leva di competitività, innovazione e sviluppo di modelli di business evoluti. Non a caso, secondo i principali indicatori europei, l’Italia è tra i primi Paesi UE

per livello di circolarità, a dimostrazione che sostenibilità e competitività possono rafforzarsi reciprocamente. Tutto questo richiede anche lo sviluppo di nuove competenze manageriali e organizzative».

Il vostro lavoro si fonda sull’integrazione tra ricerca scientifica e applicazione concreta nei processi aziendali. In che modo il Loop Research Center riesce a tradurre l’innovazione accademica in strumenti decisionali utili per il management delle imprese?

«Il Loop Research Center traduce l’innovazione e la ricerca scientifica in strumenti decisionali attraverso un dialogo aperto e continuo con imprese e professionisti di diversi settori strategici. Il confronto diretto con il mondo produttivo e dei servizi ci consente di orientare la ricerca verso problemi concreti e di trasformare i risultati scientifici in modelli, metriche e linee guida operative, spesso mettendoli in discussione insieme alle imprese, che rappresentano veri e propri laboratori di ricerca per chi si occupa di management.

In quest’ottica abbiamo avviato format come i Research Talks, seminari di discussione e divulgazione in cui ricercatori e aziende si confrontano su temi chiave della transizione verso l’economia circolare. Dalla tracciabilità lungo la supply chain all’effetto rebound sui consumatori, dalla sostenibilità in ambito sanitario alle società benefit, fino ai nuovi servizi in ambito farmaceutico, affrontiamo questioni complesse con l’obiettivo di offrire alle imprese leve decisionali concrete, supportate dal rigore della ricerca scientifica».

Il Veneto è una delle regioni più dinamiche dal punto di vista produttivo e manifatturiero. Dal vostro osservatorio, quali sono i principali punti di forza e le criticità nel percorso delle imprese venete verso modelli di economia circolare?

Ivan Russo, direttore scientifico Loop Research Center dell’Università di Verona

«La Regione Veneto è stata la prima a supportare il progetto del Loop Research Center, segno di una forte attenzione al ruolo della ricerca scientifica a supporto delle imprese del territorio.

Dal nostro osservatorio emerge un tessuto produttivo dinamico, con realtà che stanno progressivamente adottando strumenti in linea con le normative europee e altre che anticipano le regole, in particolare nei sistemi di tracciabilità lungo la supply chain, fondamentali per favorire trasparenza e condivisione delle informazioni. Le sfide più rilevanti riguardano il

passaporto digitale di prodotto, il diritto alla riparazione e lo sviluppo di pratiche di riuso e recupero, ambiti su cui stiamo lavorando con specifici progetti di ricerca. Un ulteriore elemento distintivo è la buona diffusione delle società benefit, segnale di una crescente attenzione all’integrazione tra obiettivi economici, sociali e ambientali, anche se permangono criticità legate alla pluralità degli standard di sostenibilità.

Resta centrale il tema del salto di scala e dell’integrazione piena della sostenibilità nelle strategie di lungo periodo, soprattutto per le PMI. È su questi aspetti che la ricerca può aiutare le imprese a trasformare l’adeguamento normativo in un reale vantaggio competitivo».

Il Centro si articola in diversi ambiti di ricerca, dalla supply chain alla governance della sostenibilità. Quanto è importante oggi adottare un approccio sistemico e trasversale per affrontare le sfide della transizione ecologica?

«Adottare un approccio sistemico e trasversale è oggi fondamentale. Il Loop Research Center è stato concepito proprio con questa logica e si articola in tre laboratori di ricerca: Circular Supply Chain Management, Circular Products & Services e Sustainability Governance, pensati per favorire un’interazione continua tra le diverse aree di competenza. L’economia circolare rappresenta un vero e proprio “ombrello” concettuale sotto cui si integrano questi ambiti, mentre i laboratori costituiscono delle verticalità di eccellenza scientifica.

Questo approccio consente di cogliere le interdipendenze tra le scelte manageriali: una decisione del board può incidere sulla strategia produttiva, sugli investimenti, sulla gestione della supply chain e sui flussi di ritorno. Una delle principali difficoltà, e al tempo stesso una sfida per la ricerca, è la capacità di misurare in modo rigoroso gli effetti di queste scelte. Solo attraverso una visione integrata e misurabile è possibile progettare e governare modelli realmente orientati alla circolarità».

Uno dei pilastri del Loop Research Center è il dialogo continuo tra università, imprese e istituzioni. Quale ruolo può giocare questo ecosistema collaborativo nel rafforzare la competitività sostenibile del territorio veneto nel medio-lungo periodo?

«Il Loop Research Center nasce proprio con l’obiettivo di mettere in connessione università, imprese e istituzioni, creando uno spazio strutturato di confronto che spesso manca nel territorio veneto, dove questi attori tendono ad agire in autonomia. Senza un dialogo efficace, il rischio è che la ricerca rimanga confinata all’ambito accademico e che imprese e istituzioni non riescano a intercettarne il valore applicativo.

Attraverso un confronto continuo, l’università può orientare la ricerca verso domande reali e trasferirne i risultati in modo concreto a supporto delle decisioni strategiche. In questo senso il Loop Research Center si configura come un laboratorio di sperimentazione e accompagnamento capace, nel medio-lungo periodo, di rafforzare la competitività sostenibile del territorio veneto. Va inoltre ricordato che l’economia circolare non è solo una traiettoria ambientale, ma anche occupazionale: in Italia oltre 600mila persone lavorano già in settori direttamente legati alla circolarità, a conferma del suo impatto concreto sullo sviluppo economico e territoriale».

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Immagine di Cinzia Funcis
Cinzia Funcis

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