Digital engineering, simulazione numerica, intelligenza artificiale e Industrial Metaverse stanno ridefinendo il modo in cui le aziende progettano prodotti e processi. Paolo Cucino, nuovo Presidente di EnginSoft, ci racconta come sta evolvendo il settore
Fondata oltre quarant’anni fa, EnginSoft è una multinazionale specializzata nell’integrazione di ecosistemi digitali avanzati che abilitano progettazione ingegneristica, automazione e processi decisionali data driven in una vasta gamma di settori industriali. Con una struttura di 12 uffici tra Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Turchia e Stati Uniti, supporta imprese di ogni dimensione nella virtualizzazione di prodotti e processi, combinando competenze ingegneristiche, data analysis, sviluppo software e infrastrutture ICT/ HPC ad alte prestazioni.
Negli ultimi anni EnginSoft ha accelerato sull’integrazione tra simulazione ed intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere la digitalizzazione sempre più accessibile, scalabile e strategica. Un percorso che va dall’ingegneria del prodotto all’intelligenza dei processi, riunito in un framework integrato progettato per abilitare l’impresa del futuro.
Ogni Presidente imprime un proprio stile. Quale direzione intende dare a EnginSoft?
«Credo molto nell’identità aziendale. In EnginSoft voglio rafforzare un DNA fondato su eccellenza e resilienza, con una centralità autentica del cliente e costruendo relazioni basate su gentilezza e ascolto. Il cuore dell’azienda sono anche i talenti: curiosità, desiderio di apprendere e capacità di adattarsi a contesti complessi sono gli elementi che ci permettono di imprimere all’azienda un carattere distintivo nel mondo della system integration».
Come sta evolvendo il mercato del digital engineering?

«Oggi parlare di digital engineering è quasi scontato: negli ultimi dieci anni l’ingegneria è stata completamente trasformata e ora l’accelerazione è ancora più forte. Il vero problema non è tanto la mancanza di tecnologia, ma capire come portarla a valore. Abbiamo strumenti potentissimi, ma spesso mancano le competenze (capitale umano per esempio) per usarli correttamente o gli investimenti sono difficili da sostenere in piani industriali realistici. Il rischio è lasciarsi affascinare dalle possibilità della tecnologia senza avere una strategia chiara; per tale motivo servono orchestratori capaci di guidare questa innovazione».
Sempre più imprese stanno riducendo test fisici e prototipi grazie alla simulazione numerica. Quali cambiamenti vede nel modo di progettare?
«La virtualizzazione sta entrando in ogni ambito della nostra vita, anche in quello industriale consentendoci di replicare e simulare esperienze sempre più prossime alla realtà. In questo contesto, la simulazione numerica è un tassello del processo di virtualizzazione del percorso di ideazione, progettazione e realizzazione di un prodotto e/o processo ma – da sola – non è sufficiente per la prototipazione. Deve essere integrata in un processo che rappresenti anche la fisica dei prodotti e dei materiali che lo compongono, la conoscenza del processo produttivo, la gestione dell’orizzontalità della digitalizzazione nonché la validazione della continuità del dato».
Cosa cambia con l’integrazione dell’AI nei modelli di simulazione?
«In EnginSoft utilizziamo strumenti di machine learning e deep learning da oltre dieci anni per ottimizzare i processi di simulazione. L’AI consente di estrarre valore dai dati fisici e dalle simulazioni multi-run, migliorando prodotto e processo. Oggi la maggiore disponibilità di potenza di calcolo, di storage e la riduzione dei costi infrastrutturali rendono queste tecnologie accessibili a un mercato molto più ampio. Le aziende possono utilizzare risorse on-demand che fino a pochi anni fa erano impensabili».
La simulazione è accessibile alle PMI?
«Sì, ed è uno dei nostri obiettivi principali. Vogliamo democratizzare la simulazione e la virtualizzazione, rendendole accessibili e scalabili per aziende di ogni dimensione. Oggi possiamo offrire alle piccole e medie imprese infrastrutture, competenze e tecnologie on-demand, superando le barriere di investimento che un tempo favorivano solo i grandi gruppi. Integriamo competenze ingegneristiche, di data analysis, di data management e di sviluppo software. In questo modo anche una PMI può accedere allo stesso livello di opportunità tecnologiche di una grande azienda».
Guardando ai prossimi cinque anni, quale sarà il principale fattore che determinerà l’evoluzione del settore della simulazione industriale?
«Non una singola tecnologia, ma la convergenza tra AI e industrial metaverse. La simulazione non sarà più un processo offline usato solo in fase di progettazione, ma un sistema operativo predittivo che guida l’intera catena del valore. Il concetto di “digital twin” (Gemello Digitale) evolverà verso l’industrial metaverse. Non si tratterà solo di vedere una copia 3D di una fabbrica, ma di un ambiente collaborativo persistente. Il vero “game changer” sarà la capacità di chiudere il cerchio tra dati fisici e modelli digitali in tempo reale, trasformando la simulazione da un costo di R&D a un asset fondamentale per la resilienza operativa e la sostenibilità (riduzione degli scarti e dei consumi energetici)».




