AI nelle imprese, anche Treviso accelera: in Veneto quasi 4 aziende manifatturiere su 10 pronte a investire
Nel manifatturiero veneto il 38,2% delle aziende prevede di investire in strumenti AI nei prossimi tre anni. A Treviso arriva “AI Raise the Bar”, la nuova tappa del VB2B Tour di blackship
Per le imprese venete, l’intelligenza artificiale è ancora una tecnologia in gran parte da integrare, ma è già diventata la principale priorità di investimento digitale per i prossimi anni. Secondo l’indagine di Unioncamere Veneto, condotta su circa 2.000 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti, nel 2025 il 54% ha dichiarato di avere già adottato soluzioni di AI, mentre il 38,2% ha indicato come priorità quella di investire in strumenti di intelligenza artificiale.
Un interesse che trova riscontro anche nel territorio trevigiano. A luglio 2026, infatti, un laboratorio gratuito sull’intelligenza artificiale applicata all’automazione dei processi aziendali, organizzato a Treviso dalla Camera di Commercio Treviso-Belluno in collaborazione con t2i, ha esaurito i posti disponibili già in fase di iscrizione, tanto da prevedere una lista d’attesa. Un segnale dell’attenzione verso le applicazioni concrete dell’AI nel mondo delle imprese, sempre più interessate a comprendere come integrare questa tecnologia nelle attività quotidiane.
Il punto, però, non è soltanto quanto velocemente l’AI sta entrando nelle aziende, ma cosa accade una volta che viene adottata. Secondo una ricerca presentata dal Commercial Excellence Lab di SDA Bocconi e condotta su oltre 200 manager, il 45% ritiene che l’integrazione dell’AI non abbia ancora raggiunto i risultati attesi nel contesto commerciale.
È proprio nelle vendite che questa distanza tra adozione e risultati può diventare particolarmente evidente. Attività che fino a pochi anni fa dipendevano soprattutto dalla preparazione individuale possono oggi essere supportate, accelerate o parzialmente automatizzate: dalla ricerca dei potenziali clienti alla preparazione di un appuntamento, fino alla gestione degli incontri e delle proposte commerciali.
La sfida si sposta quindi su un altro piano: non soltanto sapere utilizzare l’AI, ma conoscere abbastanza bene il processo commerciale da capire cosa farle fare, in quale momento e con quale obiettivo.
VB2B Tour 2026: alzare il livello della vendita nell’era dell’AI
Proprio in questo contesto, il 23 ottobre 2026 arriva a Treviso il VB2B Tour 2026, un ciclo di appuntamenti dedicati alla formazione commerciale per imprenditori, venditori, manager e professionisti. Tra ottobre e novembre il tour toccherà anche Verona, Bologna, Torino, Milano, Roma e Ravenna, ampliando così il calendario rispetto alla precedente edizione.
L’appuntamento è organizzato e guidato da blackship, realtà specializzata nello sviluppo di competenze negli ambiti vendita e negoziazione, soft skill ed executive coaching.
Il titolo della nuova edizione, “AI Raise the Bar: come vincere nell’era dell’intelligenza artificiale”, richiama proprio questo cambiamento: quando strumenti capaci di aumentare velocità e produttività diventano accessibili a tutti, si sposta anche la soglia necessaria per distinguersi. Per imprese e professionisti significa dover alzare a propria volta il livello, partendo non dai tool ma dalla qualità del metodo con cui vengono utilizzati.
“Treviso e il suo tessuto imprenditoriale rappresentano bene una cultura del fare che ha sempre puntato su competenza e metodo per costruire competitività. Con l’intelligenza artificiale vale lo stesso principio: non basta avere accesso agli strumenti, bisogna sapere dove inserirli nel processo commerciale e come utilizzarli per ottenere risultati concreti. L’AI può accelerare molte attività, ma la differenza continuerà a farla la qualità del metodo con cui viene utilizzata”, afferma Pasquale Acampora, CEO di blackship.
Dagli strumenti ai risultati: trasformare il tempo liberato dalla tecnologia in valore
Nel processo di vendita, l’intelligenza artificiale sta entrando soprattutto nella richiesta di appuntamenti, nella gestione dei meeting e nella formulazione delle proposte. Può aumentare velocità e produttività, ma automatizzare non significa necessariamente migliorare: se il processo a monte è poco efficace, la tecnologia rischia soltanto di replicarne più velocemente i limiti.
Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, chi utilizza strumenti di AI risparmia in media 30 minuti al giorno, che salgono a 40 minuti tra gli utilizzatori quotidiani.
Nelle vendite, quel tempo può essere reinvestito nelle attività a maggior valore: conoscere meglio il cliente, preparare incontri più efficaci e migliorare la qualità della relazione.
È proprio questo uno dei temi al centro del tour: capire dove automatizzare e dove, invece, continuare a puntare su metodo e competenze.
“Il rischio più concreto oggi è essere superati anche da concorrenti meno preparati, ma più capaci di utilizzare gli strumenti. L’AI può aiutarti a fare di più; per fare meglio, però, devi sapere cosa darle in partenza”, conclude Pasquale Acampora.




