Molino Rachello, la sostenibilità come scelta di filiera e di valore
Dalla riqualificazione degli impianti alla valorizzazione della filiera agricola, Molino Rachello racconta una visione di sostenibilità che va oltre l’efficienza energetica e abbraccia sicurezza, qualità nutrizionale, territorio e dimensione umana
Da oltre cinque generazioni Molino Rachello costruisce il proprio percorso industriale attorno a un’idea di sostenibilità concreta e misurabile. Tra i primi molini italiani a ottenere la certificazione biologica, l’azienda ha scelto di valorizzare cereali da agricoltura biologica e integrata, privilegiando materie prime di origine italiana e un modello produttivo attento all’ambiente, alle persone e al territorio.
Dall’uso di energie rinnovabili alla tutela della fertilità dei suoli, fino alla rendicontazione annuale degli impatti ambientali, la sostenibilità diventa così una leva strutturale di lungo periodo, radicata nel contesto naturale del Parco del Sile (TV) e orientata al miglioramento continuo. Recentemente Molino Rachello ha annunciato un consistente progetto di riqualificazione dei propri impianti. Su questo e sulle altre iniziative ESG messe in campo, abbiamo intervistato Gabriele Rachello, Ceo dell’azienda trevigiana.
La riqualificazione del 70% degli impianti segna un passaggio importante. In che modo questo investimento ridisegna il vostro modello di sostenibilità, oltre il solo tema energetico?

«Il progetto di riqualificazione degli impianti industriali non ridisegna il nostro modello di sostenibilità, ma si inserisce in un piano più ampio, con una visione chiara e una prospettiva di lungo periodo. Oltre all’aspetto energetico, al centro c’è la tutela delle persone: abbiamo realizzato impianti sempre più sicuri per i nostri collaboratori e capaci di garantire un prodotto ancora più sano, a beneficio di chi consuma i nostri prodotti».
Migliorare la qualità del grano significa intervenire a monte del prodotto. Quanto conta oggi, per Molino Rachello, coniugare sostenibilità industriale e valore nutrizionale per il consumatore?
«Ritengo che sia fondamentale. Nel nostro modello di sostenibilità rientra la ricerca costante di un grano non solo qualitativamente migliore per il consumatore, ma anche in grado di favorire pratiche agricole più attente. Per questo incentiviamo, per quanto possibile, gli agricoltori a sperimentare modelli di coltivazione alternativi, come l’agricoltura rigenerativa, con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle attività in campo. Un grano coltivato nel modo migliore genera benefici lungo tutta la filiera e si traduce in un prodotto più sano e piùricco di valori nutrizionali».
L’efficientamento dei flussi logistici riduce tempi, consumi e complessità operative. Che impatto ha questa scelta sul rapporto con la filiera agricola e sul territorio?
«L’impatto diretto sul rapporto con la filiera agricola e sul territorio è contenuto. I principali benefici riguardano i trasportatori e i mezzi che conferiscono la materia prima: grazie agli interventi di riqualificazione abbiamo ottimizzato le tempistiche di scarico, rendendo più efficiente e sicuro il loro lavoro».
Energia rinnovabile, fotovoltaico e processi più efficienti: la transizione sostenibile è per voi una leva competitiva o una responsabilità industriale non negoziabile?
«Per noi la transizione sostenibile è soprattutto una responsabilità industriale non negoziabile. È un valore che fa parte del nostro DNA e del nostro modo di fare impresa. Se poi la sostenibilità diventa anche una leva competitiva, è una conseguenza naturale: abbiamo una visione precisa e coerente, ed è su questa che continuiamo a lavorare».
Formazione, filiera 100% italiana e progetti come Oasi Rachello: quanto è centrale la dimensione umana e culturale della sostenibilità nella vostra visione di lungo periodo?
«Nella nostra filosofia imprenditoriale e familiare, la sostenibilità di lungo periodo non riguarda solo energia o governance, ma coinvolge molteplici ambiti. In tutti i progetti che portiamo avanti – dalla formazione alla filiera, fino a Oasi Rachello – il rispetto delle persone e dei valori è sempre il punto di partenza. Non a caso abbiamo definito una “carta dei valori”, che per noi rappresenta una guida concreta nelle attività quotidiane. La dimensione umana è un elemento fondamentale e imprescindibile della nostra idea di sostenibilità».




