BCC e comuni insieme a sostegno delle aree interne: firmata l’intesa tra ANCI Veneto e le federazioni del credito cooperativo veneto
L’accordo, siglato durante l’Assemblea di Federazione del Nord Est, impegna l’organismo associativo, insieme ad ANCI Veneto e Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, a realizzare progettualità a sostegno dei Comuni della Regione.
Le dodici BCC venete contano 630 sportelli distribuiti in 380 comuni e in 125 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria.
Obiettivo è la traduzione in azioni concrete del Protocollo nazionale ANCI-Credito Cooperativo, di cui il Veneto è la prima Regione sottoscrittrice.
Nel corso dell’Assemblea dei Soci di Federazione del Nord Est, l’organismo associativo che aggrega gli Istituti di Credito Cooperativo veneti facenti capo al Gruppo Cassa Centrale (Banca Adria Colli Euganei, Banca Prealpi SanBiagio, BVR Banca Veneto Centrale e CortinaBanca), svoltasi a Padova, è stata firmata l’intesa regionale tra ANCI Veneto, Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo (organismo associativo che aggrega nove Istituti di Credito Cooperativo facenti capo al Gruppo Iccrea) e Federazione del Nord Est, in attuazione del Protocollo d’intesa nazionale, siglato nel 2025 tra ANCI e Federcasse. L’accordo è stato firmato dai presidenti Mario Conte (ANCI Veneto), Lorenzo Liviero (Federazione del Nord Est) e Flavio Piva (Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperative).
Il tema della vicinanza tra banche cooperative e comunità locali è stato al centro del programma dell’Assemblea – dal titolo “I Vicini” – e l’accordo firmato oggi ne rappresenta la traduzione più emblematica. L’Assemblea ha ospitato voci e prospettive diverse, tutte convergenti attorno alla stessa idea di prossimità: Lorenzo Liviero, Augusto dell’Erba (Presidente Federcasse) e Sandro Bolognesi (Amministratore Delegato Cassa Centrale Banca), hanno portato i saluti istituzionali del sistema cooperativo nazionale. Infine, la giornata ha accolto anche la Lectio Magistralis del prof. Vittorio Emanuele Parsi (“Contro gli imperi: il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale”) e l’esperienza dei ragazzi impegnati in EduCASHon, il progetto di educazione finanziaria rivolto alle scuole secondarie promosso da Federazione del Nord Est in collaborazione con Irecoop Veneto e l’Università degli Studi di Padova.
Durante la mattinata, il Direttore Generale di Federcasse Sergio Gatti ha illustrato i contenuti del Protocollo nazionale ANCI-Credito Cooperativo, cui ha fatto seguito l’intervento del Presidente di ANCI Veneto, Mario Conte. L’intesa firmata oggi – di cui il Veneto è la prima Regione sottoscrittrice – vuole tradurre, in azioni concrete sul territorio, gli obiettivi del protocollo impegnando le parti a sostenere la presenza delle proprie filiali e ATM come presidi di coesione sociale, promuovere l’educazione finanziaria e la digitalizzazione e favorire l’accesso al credito per famiglie e piccole imprese. A farlo sarà un fronte composto da tutte le componenti del Credito Cooperativo veneto – le BCC del Gruppo Iccrea e quelle del Gruppo Cassa Centrale – a fianco di ANCI Veneto, con progettualità costruite sulle specificità dei singoli territori.
In Veneto, i dati parlano chiaro: le dodici BCC con sede legale nella regione contano 630 sportelli distribuiti in 380 comuni, e in 125 di questi comuni rappresentano l’unica presenza bancaria. Inoltre, su 560 comuni veneti totali, 286 hanno una popolazione inferiore o uguale ai 5.000 abitanti, ed è proprio in questi territori che il presidio del Credito Cooperativo risulta insostituibile.
«La capillarità del Credito Cooperativo sul territorio veneto racconta, meglio di qualsiasi dichiarazione, quanto le BCC siano parte integrante del tessuto delle nostre comunità» dichiara Mario Conte, Presidente di ANCI Veneto. «I Comuni sono il primo presidio dello Stato sul territorio, e come tali hanno bisogno di partner che condividano la stessa visione di prossimità. Perdere uno sportello bancario non è mai solo una voce di costo: è privare una comunità di un punto di riferimento, accelerarne lo spopolamento, renderla meno attrattiva, soprattutto per quei piccoli comuni, lontani dai grandi centri, che il resto del sistema bancario ha scelto di abbandonare e dove le BCC continuano invece a presidiare. Per questo sottoscriviamo questa intesa: non come atto formale, ma come impegno concreto a lavorare insieme per alzare la qualità della vita nelle nostre comunità. Nel Credito Cooperativo abbiamo sempre trovato partner che sposano i progetti prima ancora di valutarne i numeri, e questa è esattamente l’alleanza di cui il Veneto ha bisogno».
«Il Credito Cooperativo esiste perché i territori esistono. Non è una formula retorica: è la ragione storica e identitaria che ci distingue da qualsiasi altro modello bancario», commenta Lorenzo Liviero, Presidente della Federazione del Nord Est. «Questa Intesa formalizza qualcosa che le nostre BCC praticano ogni giorno: stare anche dove gli altri non ci sono, costruire fiducia filiale per filiale, comune per comune, spesso in luoghi che il resto del sistema bancario ha scelto di abbandonare. Farlo ora in modo coordinato con i Comuni veneti, con un impegno scritto e condiviso tra tutte le componenti del Credito Cooperativo veneto e l’associazione che rappresenta i nostri Comuni, significa trasformare una vocazione in una politica, una presenza in un progetto. Ed è esattamente quello di cui le aree interne hanno bisogno: non promesse di vicinanza, ma strumenti concreti per costruirla, insieme, nel tempo».
«L’accordo con ANCI Veneto rappresenta la cartina di tornasole di una realtà già consolidata: un rapporto, quello tra le BCC e i Comuni, che si è costruito nel tempo attraverso forme molteplici e radicate (dalle tesorerie comunali alle collaborazioni legate alla mutualità esterna, dal sostegno al volontariato e alla cultura fino all’accompagnamento dei giovani e delle nuove imprese» sottolinea Flavio Piva, Presidente di Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo. «Una presenza che affonda le proprie radici nell’identità stessa di questo territorio: il Veneto, infatti, nasce nell’epoca dei Comuni, e quella tradizione di prossimità e coesione è rimasta nel DNA del Credito Cooperativo. È in questo solco che l’intesa firmata oggi acquista il suo significato più profondo, con le due Federazioni venete – che insieme rappresentano l’intero sistema delle BCC della regione – unite in un impegno comune. Un segnale che va oltre la firma: testimonia la capacità del Credito Cooperativo veneto di fare sistema in un territorio dove, tutti insieme, rappresentiamo la prima realtà bancaria della regione».




