Non è più solo un parco, ma un ecosistema di esperienze. Daniela Bricola, Vice President Gardaland Resort, ci racconta come cambia il settore dell’intrattenimento, l’impatto di Gardaland sul territorio e perché oggi la vera sfida è costruire connessioni emotive che durano nel tempo
Gardaland Resort nasce nel 1975 ed è oggi uno dei principali poli turistici in Italia, capace di attrarre ogni anno milioni di visitatori e di generare un impatto significativo sul territorio del Lago di Garda.Con oltre 40 attrazioni, spettacoli dal vivo, un acquapark, un acquario e tre hotel tematizzati, Gardaland ha progressivamente superato la logica del parco giornaliero per evolversi in una vera e propria destinazione turistica. Un ecosistema che vive lungo gran parte dell’anno e che intercetta pubblici diversi, tra famiglie, giovani e visitatori internazionali.

Oggi Gardaland non è più solo un parco divertimenti, ma una vera e propria destinazione. Come sta evolvendo il vostro modello?
«Gardaland oggi è molto più di un luogo da visitare: è una destinazione capace di generare esperienze, relazioni e valore nel tempo. Nel corso degli anni abbiamo costruito un modello che supera la logica della visita giornaliera. Con i nostri hotel tematizzati, il parco acquatico, l’acquario e il calendario eventi, siamo in grado di accogliere gli ospiti su più giorni, offrendo un’esperienza articolata e continua. Il cambiamento più significativo riguarda però le aspettative delle persone: oggi chi ci visita cerca coinvolgimento, autenticità, la possibilità di sentirsi parte di qualcosa. Per questo lavoriamo su contenuti e format che uniscono intrattenimento e edutainment, creando esperienze che abbiano un impatto emotivo e che si ricordino».
Il vostro è un settore che vive di ritorno. Qual è oggi la leva più efficace per far tornare le persone?
«La fidelizzazione oggi si costruisce sulla capacità di creare connessioni emotive autentiche. Non basta più introdurre novità: è necessario costruire esperienze memorabili, che entrino nella sfera personale degli ospiti. Questo significa lavorare su più livelli: dalle attrazioni agli spettacoli, fino al calendario eventi, che accompagna il parco lungo tutto l’anno. Un esempio è l’introduzione di contenuti che parlano il linguaggio contemporaneo, come esperienze legate al mondo digitale o format che intercettano nuove passioni. Allo stesso tempo, però, la fidelizzazione si costruisce anche nella cura dei dettagli quotidiani: l’accoglienza, i servizi, la qualità degli spazi».
Gardaland è una delle principali destinazioni turistiche italiane. Che impatto ha sul territorio?
«Gardaland è un motore di sviluppo per il territorio del Lago di Garda e per il turismo italiano con un impatto che si vede innanzitutto sul piano occupazionale. Per la stagione 2026, oltre l’80% dei collaboratori stagionali ha scelto di tornare a lavorare con noi. È un dato che racconta il valore dell’esperienza lavorativa e la continuità che riusciamo a offrire. A questo si aggiunge un indotto molto ampio: circa 3.500 strutture ricettive che lavorano in sinergia con il nostro calendario e la nostra stagionalità. Da oltre vent’anni contribuiamo anche alla destagionalizzazione, con eventi come Halloween e Natale, che hanno esteso l’attrattività del territorio ben oltre i mesi estivi».
Quanto incide oggi Gardaland nella scelta del Lago di Garda come destinazione?
«Gardaland, per molte famiglie e per una quota crescente di visitatori internazionali, rappresenta una delle motivazioni principali per scegliere il Lago di Garda. Questo è il risultato di un lavoro costante sul posizionamento e sull’evoluzione dell’offerta. Operiamo in un territorio che viene spesso definito “l’Orlando d’Italia”, per la concentrazione di attrazioni e intrattenimento. Molti dei nostri ospiti utilizzano Gardaland come punto di partenza per scoprire il territorio: dalle città d’arte all’enogastronomia, fino al lago stesso. È questa l’integrazione che crea valore».
In futuro cosa farà la differenza nel vostro settore?
«La differenza la farà la capacità di integrare nuove attrazioni, tecnologiae contenuti in esperienze coerenti e immersive. Il futuro è nella costruzione di mondi narrativi solidi, in cui l’ospite diventa parte attiva. La tecnologia è un abilitatore, ma non è il fine. Serve a rafforzare l’esperienza, non a sostituirla. Allo stesso tempo, c’è un elemento che resta centrale: la sicurezza. È la base su cui si costruisce qualsiasi esperienza di qualità. La vera sfida è mantenere autenticità, coerenza e qualità nel tempo».




