Dopo anni dominati dal “fai da te”, il viaggio organizzato torna a crescere per rispondere a un bisogno più profondo: vivere esperienze senza pensieri. Boscolo racconta come sta cambiando il modo di viaggiare e perché oggi il vero valore è ciò che resta nel tempo
Nel settore turistico, uno dei cambiamenti più evidenti degli ultimi anni riguarda il modo in cui le persone organizzano i propri viaggi. Dopo un lungo periodo dominato dall’autonomia e dalla ricerca online, cresce oggi il bisogno di affidarsi a operatori in grado di offrire esperienze strutturate, sicure e curate nei dettagli. In questo scenario, Boscolo Tours si posiziona come uno dei principali tour operator italiani nel segmento dei viaggi organizzati di fascia medio-alta. Con decenni di esperienza e una presenza consolidata nei principali mercati europei, l’azienda costruisce itinerari culturali completi, combinando logistica, contenuti e relazioni con il territorio. Ne abbiamo parlato con Elisa Boscolo, CEO di Boscolo Tours.

Per anni il viaggio “fai da te” ha dominato il mercato. Oggi si vede un ritorno dell’organizzato: cosa è cambiato?
«L’interesse per i viaggi di gruppo non è mai scomparso, ma negli ultimi anni – soprattutto dopo il Covid – è cresciuto in modo evidente. Oggi molte persone cercano un modo di viaggiare più semplice e senza pensieri. Organizzare un viaggio in autonomia richiede tempo, energie e competenze: bisogna cercare informazioni, scegliere hotel, pianificare itinerari e attività. Affidarsi a un tour operator significa invece avere tutto già costruito, con la sicurezza di un’organizzazione collaudata e un unico referente incaso di necessità. Questo restituisce tranquillità e permette di concentrarsi davvero sull’esperienza».
Il turismo è uno dei principali motori economici: che impatto può avere Boscolo lungo la filiera?
«Nel nostro caso l’impatto è significativo, perché lavoriamo su flussi costanti e pianificati nel corso dell’anno. Questo permette a tutti gli attori coinvolti – dalle guide locali alle strutture ricettive, fino alla ristorazione – di organizzarsi meglio e crescere in modo sostenibile. Il nostro è un turismo culturale e strutturato, molto diverso dal “mordi e fuggi”. Lavoriamo a stretto contatto con enti del turismo e realtà locali, inserendo anche esperienze più autentiche, come pranzi in famiglie del posto. Negli ultimi anni abbiamo inoltre avviato una collaborazione con WWF Travel, sviluppando itinerari dedicati a chi vuole viaggiare in modo più consapevole, con attenzione all’ambiente e alla biodiversità».
Il vostro modello è costruire esperienze già strutturate. Quanto è difficile non renderle impersonali?
«È una delle sfide principali e per questo, all’interno dei nostri viaggi, prevediamo sempre momenti di libertà. Durante la giornata o la sera, i viaggiatori possono scegliere come gestire il proprio tempo, partecipando a escursioni facoltative o muovendosi in autonomia. In molti casi è possibile anche personalizzare ulteriormente il viaggio, aggiungendo giorni prima o dopo il tour, oppure integrando esperienze diverse, come estensioni mare in destinazioni come l’Egitto o il Sud America. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra struttura e flessibilità, dando sicurezza senza togliere spazio alla personalizzazione».
Qual è oggi la difficoltà più grande per il vostro settore?
«L’incertezza internazionale genera dubbi e domande nelle persone. Il nostro compito è quello di accompagnarle, fornendo informazioni chiare e supporto costante. Il viaggio deve restare un momento di piacere e per questo lavoriamo per essere presenti prima, durante e dopo l’esperienza, diventando un punto di riferimento affidabile».
In futuro cosa farà la differenza?
«Prezzo e qualità devono convivere, ma ciò che conta davvero è la capacità di creare esperienze che lascino un segno. Viaggi che generano ricordi duraturi e momenti condivisi. Un altro elemento sempre più importante è la relazione con i clienti. Nel nostro caso, abbiamo costruito una community Facebook molto attiva, con oltre 120.000 persone, dove chi ha già viaggiato con noi e chi è interessato a farlo si confrontano, si scambiano consigli e condividono esperienze. Il futuro è nella capacità di ascoltare e costruire fiducia».




