Vicenza, produzione industriale positiva dopo tre anni: +1,1% nel secondo trimestre
La 172ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza segnala un’inversione di tendenza trainata da Italia e UE. Beltrame Giacomello: “Straordinaria la capacità delle nostre aziende di andare oltre le difficoltà globali. Attenzione però, il calo dei mercati extra-UE e l’impennata dei costi energetici e delle materie prime impongono prudenza”.
Dopo tre anni consecutivi di rilevazioni trimestrali negative, la produzione industriale vicentina torna in territorio positivo.
La 172ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza, relativa al secondo trimestre 2026, registra un +1,1% della produzione manifatturiera rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in miglioramento rispetto al -1,7% del primo trimestre 2026 e al -3,2% del secondo trimestre 2025.
Il dato segna una discontinuità importante per il sistema manifatturiero provinciale e arriva dopo una lunga fase di debolezza che aveva interessato in modo continuativo produzione, vendite e ordinativi. Il recupero osservato tra aprile e giugno è sostenuto soprattutto dalla domanda interna e dal mercato europeo.
Nel trimestre, il fatturato sul mercato italiano cresce del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, invertendo la contrazione del 3% registrata nei primi tre mesi dell’anno.
Positive anche le vendite verso i Paesi dell’Unione Europea, in aumento del 2,3%.
Resta invece negativa la dinamica dei mercati extra-UE, dove il fatturato segna un -1,5% su base annua, seppure in miglioramento rispetto al trimestre precedente.
Anche gli ordinativi mostrano un’evoluzione favorevole: il 32% delle imprese segnala un aumento, il 39% una situazione stabile e il 29% una diminuzione.
Il saldo di opinione torna così in territorio positivo.
Sul fronte del portafoglio ordini, il 26% delle aziende dispone di una copertura superiore ai tre mesi, il 47% tra uno e tre mesi, mentre per il 27% la visibilità resta inferiore al mese.
Permangono tuttavia elementi che invitano alla cautela. Il 44% degli imprenditori ritiene che la capacità produttiva non sia ancora pienamente adeguata rispetto alle attese del mercato.
Inoltre, prosegue la pressione sui margini: nel secondo trimestre 2026 i prezzi delle materie prime aumentano del 5,4%, mentre quelli dei prodotti finiti crescono del 2,4%, confermando una difficoltà diffusa nel trasferire integralmente a valle i maggiori costi sostenuti dalle imprese.
“Chi fa impresa in questo territorio ha una forza enorme e questo dato lo conferma”, dichiara Barbara Beltrame Giacomello, presidente di Confindustria Vicenza. “È un segnale importante, perché interrompe una lunga fase negativa e mostra che il manifatturiero vicentino continua ad avere energie, competenze e capacità di reazione. Ma non possiamo che essere prudenti: i dati vanno contestualizzati e non possiamo ancora dire di essere fuori pericolo. La ripresa è sostenuta soprattutto dal mercato italiano e dall’Unione Europea, mentre l’export extra-UE resta debole e la pressione dei costi continua a comprimere i margini”.
“Siamo a un punto di ripartenza – prosegue Beltrame Giacomello –: un’inversione di tendenza che va consolidata. Stiamo cercando in tutti i modi, evidentemente anche riuscendoci, di superare gli ostacoli posti dalle tensioni geopolitiche, dai rincari energetici e dall’incertezza internazionale, le cui cause e le cui risoluzioni non sono nelle nostre mani. Quello che dipende da noi è la capacità di reagire e le imprese stanno facendo la loro parte. Adesso servono condizioni che rendano possibile trasformare questo recupero in una ripresa stabile: energia a costi sostenibili e la possibilità di fare gli investimenti che servono per essere competitivi in questo mondo ad ostacoli. E questo significa: chiarezza normativa, tempi certi per ottenere risposte dagli enti preposti, una normativa europea che la smetta di essere masochista verso l’industria europea e la smetta di essere il primo alleato dei prodotti provenienti dalla Cina”.




