BOCIA: il nuovo assistente robotico di Omitech in grado di rispondere ai comandi vocali degli operatori delle Pmi manifatturiere. Incidenti in calo fino al 70% e tempi di setup -60%
Sviluppato in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler nell’ambito del bando IRISS (PNRR) gestito da SMACT, il progetto BOCIA di Omitech automatizza i compiti ripetitivi in fabbrica. Grazie a comandi vocali, reti neurali e gemelli digitali, il sistema elimina la programmazione manuale dei robot industriali collaborativi
Ottimizzare il tempo dei lavoratori all’interno delle piccole e medie imprese, delegando le attività ripetitive di movimentazione e passaggio di utensili a un assistente robotico intelligente che risponde ai comandi vocali degli operatori. È questo il risultato raggiunto da Omitech, solida realtà tecnologica con sedi a Padova e a Roma, che ha sviluppato il progetto BOCIA (Base Operativa per il Controllo Intelligente degli Automi). L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del bando IRISS, finanziato dall’Unione Europea (Next Generation EU) e gestito da SMACT Competence Center, e sviluppata in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento.
Per le aziende che adotteranno BOCIA, i benefici previsti si tradurranno in una riduzione del 40-60% nei tempi di setup dell’isola robotica e in un aumento di produttività del 20-35%; si stima, inoltre, una diminuzione degli incidenti in area cobot fino al 70%, con un payback atteso tra i 18 e i 30 mesi. Omitech punta a portare sul mercato il prodotto entro 18 mesi per generare un fatturato addizionale di 2-4 milioni di euro entro il terzo anno, prevedendo l’acquisizione di un portfolio tra le 30 e le 80 PMI clienti.
Nello specifico, l’azienda ha risposto a un’esigenza concreta del tessuto produttivo del Nord-Est: evitare lo spreco di risorse qualificate in compiti semplici (come lo spostamento di semilavorati o attrezzi). Per farlo, Omitech ha superato il limite principale dei tradizionali cobot (i bracci robotici collaborativi), che richiedono una programmazione continua e muscolare per ogni singolo movimento, traducendosi in un sistema troppo scomodo per la flessibilità di una PMI. Il progetto BOCIA – il cui nome si ispira al termine dialettale veneto che indica il giovane apprendista a cui vengono affidate le mansioni più semplici – introduce un sistema di supervisione intelligente capace di coordinare robot collaborativi in ambienti di lavoro a isola tipici delle PMI manifatturiere.
L’architettura tecnologica del sistema è progettata con un approccio universale e indipendente dal produttore (vendor-agnostic). Questo è un vantaggio strategico fondamentale per le pmi in quanto il software può essere integrato su robot e macchinari di qualsiasi marca senza vincoli commerciali.
Il sistema si basa inizialmente su un’interazione naturale: un operatore può richiedere vocalmente oggetti o specifici set di utensili attraverso un comando vocale (come l’esempio pratico “passami il martello“), che viene intercettato ed elaborato da un Large Language Model (LLM) integrato con la piattaforma proprietaria Vivaldi di Omitech. Successivamente si attiva un’AI comportamentale basata su Behavior Tree che, attraverso telecamere 3D stereoscopiche e sensori ambientali, ricostruisce un Digital Twin dell’ambiente operativo in tempo reale. Poiché nel mondo reale gli oggetti non hanno mai una posizione fissa, il sistema identifica gli utensili e ne gestisce la localizzazione tramite complessi modelli di computer vision. Nello specifico, il sistema esegue inizialmente il rilevamento e l’identificazione degli utensili nello spazio (detection), per poi isolarli rispetto allo sfondo (segmentazione). Successivamente, il sistema calcola l’esatta posizione e orientamento dell’oggetto (pose estimation), arrivando a determinare le coordinate spaziali ottimali e la traiettoria per consentire alla pinza meccanica del robot un’interazione fisica sicura e priva di rischi (grasp point estimation).
Una volta verificata la riuscita dell’operazione, il sistema esegue la presa e la consegna fisica dell’utensile nelle mani del lavoratore, monitorando il successo dello scambio attraverso le telecamere.
Sul piano tecnico, la collaborazione fondamentale è avvenuta con la Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento, centro di ricerca di eccellenza nel campo dell’intelligenza artificiale, che si è occupata specificamente di sviluppare i modelli CNN (Convolutional Neural Network) per la vision analysis, la segmentazione e l’identificazione tridimensionale dei punti di presa (grasping) dei differenti oggetti. Il percorso si è concluso con l’installazione del dimostratore finale presso l’area demo di SMACT a Padova.
«Grazie al supporto di SMACT per l’accesso ai fondi del bando IRISS e per il coordinamento di progetto, e alla collaborazione tecnica con la Fondazione Bruno Kessler, siamo riusciti a compiere un salto di qualità importante, passando dallo sviluppo di PoC (Proof of Concept), in logica di pura sperimentazione a un contesto di mercato decisamente più industriale – dichiara Andrea Molon, CTO di Omitech – Abbiamo strutturato una base di partenza agnostica rispetto ai brand hardware, che ci permetterà nei prossimi mesi di avviare sperimentazioni on-site direttamente con le PMI locali».
Omitech
Fondata nel 1997 a Padova, Omitech opera su tutto il territorio nazionale attraverso tre divisioni complementari: MSP (Managed Service Provider) per le soluzioni IT gestite, cloud e cybersecurity; Crea per la presenza online e il web marketing delle PMI; e la divisione Robot, attiva dal 2017, specializzata nello sviluppo di soluzioni di robotica collaborativa e sociale tramite la piattaforma AI cloud proprietaria Vivaldi. L’azienda conta oggi 35 dipendenti e un fatturato di 2,6 milioni di euro.
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