Logistica veneta: più volumi, più artigiani, ma meno imprese. Cambia il volto del settore nella regione
La logistica veneta continua a crescere, ma non aumenta il numero delle imprese. A espandersi sono soprattutto la rete operativa e il ruolo delle imprese artigiane, capaci di intercettare la crescente domanda di servizi grazie alla loro flessibilità. Dal 2019 le imprese artigiane attive nella movimentazione merci, nel magazzinaggio e nelle attività di supporto ai trasporti sono raddoppiate, registrando un tasso di sviluppo del 18,8% nell’ultimo anno.
La crescita della logistica è alimentata dal cambiamento delle abitudini di consumo. Nel 2025 l’e-commerce italiano di prodotto ha raggiunto i 40,1 miliardi di euro (+6%) e, nel primo semestre dell’anno, sono stati movimentati oltre 489 milioni di pacchi, il 4,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare il settore non è però un aumento generalizzato dei consumi, quanto la moltiplicazione delle consegne, la frammentazione degli ordini e la gestione dei resi.
In Veneto, infatti, il quadro economico resta debole: nel 2025 l’economia regionale cresce dello 0,1%, i consumi reali dello 0,4%, mentre produzione manifatturiera ed esportazioni diminuiscono dello 0,2%. Le vendite al dettaglio aumentano dello 0,8% in valore, ma calano dello 0,6% in volume. In controtendenza il Porto di Venezia, che registra un incremento del 4,9% delle merci movimentate e dell’11,3% dei container.
L’espansione dei flussi logistici non si traduce però, come detto, in una crescita del numero totale delle imprese della logistica veneta: nel perimetro Ateco che comprende magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti, il saldo del 2025 è sostanzialmente invariato (-0,2%). Un altro dato utile: nel 2024 risultavano attive 1.897 imprese, rispetto alle 2.088 del 2019, la diminuzione è del 9,1%; nello stesso periodo le unità locali passano invece da 1.791 a 1.956, con una crescita del 9,2%. Il territorio ospita quindi più punti operativi, depositi e strutture logistiche, ma riconducibili a una base imprenditoriale più concentrata.
«Non siamo davanti a una crescita uniforme del settore, ma a una profonda riorganizzazione della sua struttura», dichiara Michele Varotto, Presidente di Confartigianato Trasporti Veneto. «Aumentano i volumi e i punti operativi e il numero delle imprese artigiane. Per le micro e piccole imprese la sfida decisiva non è movimentare più merce, ma recuperare marginalità, produttività e potere negoziale».
Nel 2025 il settore veneto dei trasporti, della logistica e del magazzinaggio programmava circa 33.980 nuovi ingressi lavorativi. Per questo Confartigianato Trasporti Veneto chiede l’istituzione di un osservatorio permanente regionale che monitori separatamente l’andamento di autotrasporto, magazzinaggio, servizi di supporto e corrieri, così da orientare politiche più mirate. Tra le priorità indicate figurano contratti indicizzati e piena applicazione delle clausole di adeguamento del costo del carburante, incentivi alle reti d’impresa, digitalizzazione, riduzione dei viaggi a vuoto e formazione.
«La crescita della logistica rischia di fermarsi davanti alla cronica carenza di autisti», sottolinea Paolo Brandellero, Presidente del Gruppo Logistica di Confartigianato Imprese Veneto. «Per molte imprese il problema non è trovare nuovi carichi, ma disporre di conducenti qualificati per poterli gestire. L’accesso alle patenti superiori e alla Carta di Qualificazione del Conducente comporta costi elevati, tempi lunghi e un percorso che oggi risulta poco attrattivo per molti giovani. Servono contributi strutturali, percorsi formativi più rapidi e un collegamento stabile tra autoscuole, enti di formazione e imprese, affinché il conseguimento delle abilitazioni si traduca rapidamente in occupazione».




