Certificazione B Corp™, formazione continua e attenzione all’intelligenza artificiale: come ARD fa evolvere welfare, competenze e welfare aziendale guardando al piano industriale 2026-2030
Tra sostenibilità, welfare e innovazione tecnologica, ARD consolida il proprio percorso da Società Benefit a B Corp™. In questa intervista, facciamo il punto sull’evoluzione delle politiche per le persone, gli investimenti in formazione su IA e competenze trasversali, e le sfide del piano industriale 2026-2030 – tra nuovi inserimenti e sviluppo dei talenti.
La certificazione B Corp™ e la trasformazione in Società Benefit formalizzano il vostro impegno anche verso le persone. Come si traduce questo percorso nelle politiche di welfare e nell’organizzazione del lavoro? Quali cambiamenti concreti riguardano i vostri 117 dipendenti?
«Essere B Corp™ e Società Benefit ci spinge a consolidare e rendere più strutturato un percorso che in ARD è già molto concreto. Negli anni abbiamo sviluppato un sistema di welfare articolato, con smart working, politiche a sostegno della genitorialità, borse di studio, convenzioni con realtà del territorio, permessi per visite mediche e un investimento continuo nella formazione. Il nostro obiettivo è far evolvere questo sistema, mantenendo un confronto costante con le persone per capire dove possiamo introdurre nuove iniziative utili».
Nel 2025 avete erogato 2.709 ore di formazione, affiancando investimenti in Business Intelligence, CRM e monitoraggio degli impianti. Quali competenze state sviluppando per accompagnare questa evoluzione e come misurate i risultati della formazione nel lavoro quotidiano?

«Stiamo investendo in modo particolare sull’IA come strumento per rendere più efficiente il lavoro delle assistenze tecniche e della rete commerciale. L’obiettivo è fornire alle persone conoscenze che possano tradursi in un supporto reale nelle attività quotidiane. Parallelamente,
stiamo rafforzando le soft skill, con percorsi dedicati a competenze trasversali importanti per favorire collaborazione, autonomia e capacità di affrontare in modo strutturato progetti complessi: dal problem solving al public speaking, dalla gestione dei conflitti al project management. Per quanto riguarda i risultati, disponiamo di un programma interno di misurazione dell’efficacia della formazione, integrato nel nostro sistema di certificazione ISO. Non ci limitiamo a misurare la partecipazione ai corsi, ma approfondiamo la valutazione di quanto le competenze acquisite vengano effettivamente trasferite nel lavoro per tutte le funzioni aziendali».
L’ampliamento del polo di Castelguglielmo e il piano industriale 2026-2030 richiederanno nuove professionalità. Dove riscontrate il maggiore mismatch tra competenze disponibili e fabbisogni aziendali? Come vi preparate a colmarlo – attraverso lo sviluppo interno o l’inserimento di giovani?
«Inseriremo un paio di giovani risorse per rendere la struttura maggiormente resiliente ad assenze e turnover fisiologico. L’inserimento di giovani rappresenta un’opportunità per costruire nuove competenze e garantire continuità nel medio-lungo periodo. Il principale mismatch riguarda alcune figure altamente specialistiche. In particolare, prevediamo la necessità di inserire un tecnologo di processo che possa contribuire all’efficientamento di processi e impianti e al miglioramento delle performance di produzione. Un ulteriore ambito riguarda la manutenzione tecnico-informatica: i nostri impianti sono realizzati secondo logiche di Industria 4.0 e sono fortemente interconnessi attraverso sistemi informatici; eventuali malfunzionamenti possono avere un impatto diretto sulla continuità produttiva. Disponiamo già di una struttura di manutenzione tecnica interna, ma riteniamo possa essere utile affiancarvi una figura specializzata con l’obiettivo di ridurre ulteriormente i tempi di intervento. Queste ultime due professionalità sono più complesse da reperire sul mercato, sia per la specificità delle competenze richieste sia perché il nostro è un settore di nicchia. L’impianto presenta caratteristiche uniche nel suo genere; per questo motivo non pensiamo che il solo reclutamento esterno sia sufficiente: saranno necessari tempo e risorse per la progressiva formazione sui processi interni. Aggiungiamo la possibilità di inserire figure tecnico-commerciali nelle aree geografiche di mercato in cui oggi siamo più deboli, così da sostenere lo sviluppo previsto dal piano industriale 2026-2030».
Il 96% dei vostri collaboratori è assunto a tempo indeterminato e avete avviato un’esperienza di volontariato d’impresa a Padova. Quale ruolo hanno stabilità lavorativa e coinvolgimento nella comunità nel costruire senso di appartenenza? Quanto conta questa dimensione per attrarre e trattenere le persone?
«Il volontariato è la prosecuzione naturale di una sensibilità verso il sociale che appartiene da sempre all’azienda. La proprietà ha tradizionalmente dedicato grande attenzione alla beneficenza e al sostegno di iniziative a favore della comunità, e questo approccio si è tradotto nelle politiche aziendali.
Il welfare rivolto ai dipendenti è da sempre una componente importante della nostra cultura: dagli aiuti economici al sostegno alla genitorialità, dalla gestione elastica degli orari di lavoro alle borse di studio, fino alla possibilità di vivere momenti di socialità. A questo si aggiunge, oggi, un impegno sempre più strutturato sui temi ambientali, come dimostra anche la nostra adesione al Climate City Contract. Crediamo che oggi il legame tra persona e azienda si costruisca anche attraverso la condivisione di valori e la possibilità di sentirsi parte di qualcosa che va oltre il proprio ruolo professionale. È un aspetto che percepiamo in particolare nel rapporto con le generazioni più giovani che sono molto sensibili alle tematiche ESG. I nostri dipendenti sanno che l’attenzione alle persone, al sociale e all’ambiente non è un elemento costruito per rispondere a una tendenza, ma fa parte del DNA di ARD. Spesso, è proprio questo uno degli elementi che li avvicina all’azienda. Una volta entrati, possono verificare che si tratta di un impegno quotidiano e non di iniziative sporadiche: abbiamo team dedicati che lavorano con continuità su questi temi».




