La IV edizione del forum promosso da Italia Economy ha riunito a Roncade istituzioni, imprenditori e manager. Al centro, competitività delle filiere, investimenti, trasformazione tecnologica e competenze.
Si è svolta martedì 20 ottobre 2026, presso H-FARM Campus, la IV edizione di Disegnare il futuro Veneto, il forum promosso da Italia Economy per favorire il confronto tra istituzioni, imprese e protagonisti dell’economia regionale sulle principali sfide dello sviluppo e dell’innovazione.
L’iniziativa, patrocinata dalla Regione del Veneto e dal Comune di Venezia, ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzionale e manageriale attorno a due direttrici di confronto: le strategie per la crescita del Veneto verso il 2030 e il ruolo della tecnologia e del capitale umano nella trasformazione delle organizzazioni. A moderare i lavori è stata Gioia Novena.
In apertura, Luca Goerg, intervenuto per Italia Economy, ha illustrato l’impegno editoriale del gruppo nel raccontare le piccole e medie imprese e le economie territoriali, attraverso informazione, pubblicazioni cartacee e occasioni di incontro.
È stato inoltre letto il messaggio istituzionale di Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto: «Stimolare il dialogo sulle strategie di crescita, sulla valorizzazione del capitale umano e sull’innovazione tecnologica applicata è essenziale per rafforzare la competitività e la visione futura del sistema economico veneto».
Riccardo Donadon, Founder e CEO di H-FARM, ha ripercorso l’evoluzione del progetto, nato per sostenere l’imprenditorialità e poi sviluppatosi attraverso attività dedicate alle startup, alla consulenza e alla formazione.
«Noi nasciamo con l’obiettivo di dare ai giovani una visione imprenditoriale», ha ricordato, sottolineando il valore dell’autonomia e della capacità di iniziativa anche per chi non avvierà un’impresa.
Particolare attenzione è stata dedicata all’educazione digitale e all’intelligenza artificiale: le opportunità delle nuove tecnologie richiedono una preparazione adeguata, soprattutto tra i più giovani. Donadon ha infine illustrato le prospettive di sviluppo di H-FARM, con nuove connessioni tra educazione, tecnologia, salute e benessere.
Veneto 2030: investimenti, filiere, competenze e sostenibilità per la crescita
Il primo panel, “Veneto 2030, strategie per la crescita e lo sviluppo: territori, filiere e impatto”, ha raccolto i contributi di Massimo Bitonci, Alessandro Petrillo, Alice Pretto, Tommaso Putin, Sara Rachello e Marta Schiraldi.
Massimo Bitonci, Assessore allo Sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione e Attrazione Investimenti della Regione Veneto, ha illustrato le iniziative per attrarre capitali e competenze, soffermandosi sulla Zona Logistica Semplificata di Venezia e Rovigo, sugli incentivi ai nuovi insediamenti e sul progetto di un hub per le materie prime critiche a Porto Marghera. Ha inoltre richiamato le 22 reti innovative regionali, che coinvolgono circa 1.500 imprese e collegano sistema produttivo, università e associazioni.
«Noi vogliamo invece che questi grandi lavori di ricerca dei nostri bravissimi ricercatori passino al mondo produttivo, al mondo delle imprese», ha spiegato, riferendosi alla valorizzazione dei brevetti universitari. Guardando al progetto di distretto unico della manifattura del Nord, sviluppato insieme ad altre regioni, ha aggiunto: «Per contare non possiamo più operare come singola regione, ma dobbiamo operare come un ecosistema».
Alice Pretto, Vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, ha collegato il futuro della manifattura veneta alla capacità di integrare tecnologie, saper fare e passaggio generazionale. «Dobbiamo imparare a far dialogare e a far lavorare assieme chi ha esperienza con chi ne ha meno, però in una sorta di reverse mentoring», ha spiegato, richiamando il progetto “Generazioni, viaggio nel futuro d’impresa”.
Pretto ha sottolineato anche il valore degli investimenti privati e della cooperazione tra territori, ricordando il recente ampliamento della propria impresa. La crescita assume, nella sua prospettiva, una dimensione sociale: «L’impresa crea economia ma soprattutto crea vita; dove non c’è attività economica, non c’è vita».
Alessandro Petrillo, CEO di H-FARM Business School, ha analizzato la domanda di formazione delle imprese, sempre più orientata all’intelligenza artificiale. Secondo i dati da lui richiamati, il 54% delle aziende venete ha già avviato percorsi sull’AI, ma soltanto il 14% ha definito una strategia: un divario tra adozione e capacità di generare risultati. «Ci vuole molta più attenzione sul metodo rispetto alla tecnologia in questo momento», ha osservato.
Petrillo ha citato un percorso gratuito con SIMEST per 25 PMI e una China Innovation Mission dedicata alle esperienze industriali di Shanghai, Shenzhen e Hangzhou. «In questo momento dobbiamo far sì che le aziende del Veneto, ma in generale le aziende italiane, abbiano due caratteristiche: siano fiere della loro eccellenza, ma anche umili; perché queste due caratteristiche ti consentono di riuscire a valorizzare quello che hai, quello che sai far bene, ma avere anche la capacità di imparare dagli altri», ha aggiunto, invitando ad apprendere anche da altri ecosistemi.
Sara Rachello, Vicepresidente referente per Treviso del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Veneto Est, ha presentato l’esperienza di Molino Rachello e il progetto di filiera Oasi Rachello. L’iniziativa coinvolge oltre 30 aziende agricole e quasi 1.000 ettari in tre regioni, con pratiche di agricoltura rigenerativa, tracciabilità e strumenti digitali di monitoraggio dei raccolti.
Rachello ha ricordato anche l’investimento di 7 milioni di euro per lo stabilimento, finalizzato a migliorare i flussi produttivi e la sicurezza. «L’investimento non deve servire per ampliare la portata del fatturato, ma per allungare la continuità dell’impresa, per continuare a portare valore», ha affermato, legando la crescita dell’impresa alla responsabilità verso il territorio.
Marta Schiraldi, Responsabile Sostenibilità, Salute e Sicurezza del Gruppo Nestlé in Italia, ha illustrato le iniziative di Purina nell’agricoltura rigenerativa, sviluppate con fornitori e agricoltori: attualmente coinvolgono 60 produttori e 2.000 ettari. Dal progetto LENS avviato nel 2022 a quello con Biosphere lanciato nel 2025, gli interventi sono stati progressivamente adattati alle caratteristiche delle aziende agricole. «Non possiamo fare da soli», ha sottolineato.
Schiraldi ha inoltre richiamato gli investimenti previsti entro il 2029 nello stabilimento di Portogruaro, per linee produttive e gestione delle acque reflue: «Portogruaro non è solo un sito produttivo, ma è un hub di competenze sia per l’Italia ma anche per l’estero».
Tommaso Putin, Vicepresidente del Gruppo Serenissima Ristorazione, ha ripercorso la crescita dell’azienda, passata in circa quarant’anni da 100 a circa 200.000 pasti al giorno. «La cultura per noi è una componente fondamentale: cultura d’impresa e cultura del fare, e spirito di sacrificio», ha detto, sottolineando il valore delle professionalità presenti nel territorio.
Putin ha illustrato lo sviluppo della tecnologia cook and chill e la diversificazione della produzione verso servizi ospedalieri, catering aereo, crocieristico e canale Ho.Re.Ca., nella prospettiva di un’impresa sempre più industriale. Sui temi dello spreco alimentare e dei costi ha osservato: «Molto spesso ci dimentichiamo che le aziende per stare in piedi devono avere una sostenibilità economica».
Tecnologia e capitale umano: automazione, dati e nuove competenze per le imprese
Il secondo panel, “Tecnologia e capitale umano come infrastrutture strategiche”, ha riunito Luca Anselmi, Maria Cristina Iacazio, Giada Marafon, Antonello Sanna e Fabrizio Vigo. Il confronto ha riguardato le nuove applicazioni dell’automazione e dell’intelligenza artificiale e il loro impatto sulle attività professionali.
Maria Cristina Iacazio, CEO di Toyota Material Handling Italia, ha analizzato l’evoluzione della logistica industriale e la capacità dell’automazione di ridurre le attività ripetitive, liberando tempo per mansioni a maggiore valore aggiunto. «Più l’investimento è in tecnologia, più l’investimento deve essere in persone», ha affermato, richiamando la necessità di aggiornamento e riqualificazione professionale.
Riferendosi al concetto di muda, lo spreco nella filosofia Toyota, Iacazio ha invitato a non disperdere il potenziale umano. Ha inoltre presentato la scuola laboratorio di logistica avanzata e il fabbisogno di profili esperti in automazione, robotica e AI: «L’investimento è doppio: in competenze tecnologiche, ma anche in competenze umanistiche».
Luca Anselmi, CEO e Founder di Dolobot, ha illustrato lo sviluppo a Belluno di piattaforme robotiche per operare, sorvegliare e svolgere manutenzione su infrastrutture sottomarine, tra cui quelle delle telecomunicazioni e dell’energia. «Noi dalla nostra piccola Belluno stiamo strutturando una piattaforma modulare ripetitiva a basso costo che può essere persistente o residente; quindi applicata direttamente sott’acqua per tenere sotto controllo, sia a livello industriale che appunto a livello di sorveglianza, tante infrastrutture critiche», ha spiegato.
Anselmi ha valorizzato la filiera di competenze specialistiche disponibile sul territorio e ricordato l’importanza del capitale per sostenere la crescita. Guardando ai cambiamenti del lavoro legati alla robotica e all’AI, ha sottolineato che «diventa ancora più centrale la parte di umano in questo processo», in particolare nelle capacità relazionali e di collaborazione.
Giada Marafon, Account Relationship Leader di auxiell, ha spiegato l’approccio che combina processi, persone e tecnologie per accompagnare l’esecuzione delle strategie aziendali. «Noi aiutiamo a migliorare le performance delle aziende, più che i processi», ha precisato, presentando l’esperienza di Unox e il suo percorso di trasformazione produttiva, commerciale e organizzativa.
Il rischio, secondo Marafon, è adottare strumenti senza cambiare il modo di lavorare: «L’errore più tipico è investire in tecnologie, in strumenti, prima che investire in cambio di comportamenti». Da qui l’invito a sostenere maggiormente educazione, sensibilizzazione e capitale umano.
Fabrizio Vigo, CEO e Co-Founder di Sevendata, ha descritto l’importanza di organizzare le informazioni aziendali prima di impiegare l’intelligenza artificiale nei processi commerciali. «Per alimentare l’intelligenza artificiale in maniera qualitativa è essenziale partire dall’organizzare al meglio i propri dati», ha spiegato.
Basi di conoscenza integrate, analisi dei clienti e strumenti di AI agentica possono ridurre le attività manuali e aiutare i commerciali a individuare opportunità più pertinenti. L’efficacia delle tecnologie non elimina però il valore dell’interazione: «La gestione della relazione con il cliente, l’empatia, la capacità di intercettare i suoi bisogni penso che siano insostituibili».
Antonello Sanna, Amministratore Delegato di SCM SIM S.p.A., ha approfondito l’evoluzione della consulenza finanziaria e patrimoniale, sempre più basata sulla conoscenza degli obiettivi di vita, delle aspirazioni e dei patrimoni familiari. I nuovi sistemi di analisi dei dati e l’AI consentono di costruire scenari più articolati a sostegno delle decisioni.
Resta però centrale la dimensione personale: «Rimane il dialogo perché poi alla fine investire sembra un paradosso, ma è un atto umano», ha osservato. Attraverso l’esempio di un percorso di confronto tra generazioni di una famiglia imprenditoriale, Sanna ha descritto il consulente come «una persona empatica che sa ascoltare, sa consigliare, sa mediare e sa fare da coach».
Dai due panel è emersa una lettura articolata delle sfide del sistema produttivo veneto. Attrazione degli investimenti, competenze manifatturiere, continuità d’impresa e collaborazione tra ricerca e industria sono stati affiancati da temi trasversali come la sostenibilità economica e ambientale e la valorizzazione delle persone.
Le esperienze presentate nella logistica, nella robotica, nell’analisi dei dati e nella consulenza hanno mostrato che l’automazione può trasformare il lavoro, ma richiede capacità organizzative, formazione e nuove competenze. Un filo comune ha attraversato gli interventi: l’innovazione produce risultati quando parte da esigenze concrete, coinvolge le persone e si traduce in miglioramenti duraturi.
L’iniziativa si è conclusa con un aperitivo di networking B2B, con il contributo del Gruppo Serenissima Ristorazione, occasione di confronto tra relatori, imprese, professionisti e partecipanti. L’appuntamento di Roncade ha confermato il valore del dialogo tra istituzioni, aziende e formazione per accompagnare lo sviluppo del Veneto.




